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IDENTITHINGS THREE DAYS OF CO-DESIGN WORKSHOP

#traduzione in italiano di seguito

Three-day of codesign workshop to kick off in a truly experimental path that combine different skills to co-create objects that tell a territory, the Basilicata region! A prototype that, if functional, intended to be replicated in other places. A method that so far has been based on the delineation of objects through associations of images and emotions, translation of meaning, definition of quality criteria and characteristics of objects.

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The team was composed by four project partners:

L’ Albero: theater, cinema, creativity (project leader)
Liberascienza: science and culture (partner)
Luna al guinzaglio: design and art with reclaimed materials (partner)
Vivid Light: design and architecture (partners)

and four external experts:
Andrea Paoletti, architect, co-working, storytelling
Mimma Giovinazzo, forest environment manager
Giulio Patrizi, designer
Rocco Lombardi, graphic facilitator

to be mixed in a continuous dialectic action of dialogue, explanation, comparison, exchange and practical experience.It worked on three actions, each corresponding to a day of work:

Day 1: create the principal “cultural” narrative of the area (content and suggestions of Basilicata that the objects needs to underline)
Day 2: define three types of design objects representative of the area
Day 3: design the workshop activities of experimentation and creation of the three objects and the operational plan of communication and involvement of the target.

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To develop each point many questions have been created.

During the day 1 the characteristics of Basilicata region that were evident in support of the project were:
– its uniqueness
– its narrative
– its contrasts.

But an important question arose: what is it possible to tell about the territory, today, without falling into cliché? It was clear that more than what to tell it is important how to tell!

20 aprile 15 147

During the day 2 the methodology helped to define and ask three questions:

– What are the objects that speak to all?
– Which are the ones that tell better the territory?
– Which of these are based on the production and distribution?

In the first instance it has come to outline a list divided into four broad categories: furniture, accessories, gadgets and lighting.

Then, through a synaesthetic process, words and images, senses and emotions were set in motion to define 8 objects enabled to tell the territory through the invention of stories between the objects and the narrative elements:

clock > object that marks a time not chronological
desk > portable surface that can collect and reprocess signs
frame > modular object capable of focusing possible identities
chair > object that defines an hosting area
suitcase > piece of furniture that defines both its presence and its absence
fabric > storytelling object and material
notebook > object that collects experiences
tableware > object that invites sharing.

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Later they were defined the quality criteria used to evaluate objects: uniqueness, narrative, contrasts, customization, functionality, sustainability, universality, versatility. Crossing on a grid the chosen objects with the criteria, it has reached a final list and the selection of the three finalists plus one objects: frame, desk, notebook and suitcase.

During the day 3 there was the question: what is the right strategy to involve the community and artisans to develop these objects and especially to figure out the feasibility of the product?

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So it was decided to split it in two moments: a first phase with three workshop with 30 participants and then a workshop meeting with artisans and professionals .
During the first workshop people will be asked to develop a design charter, a sort of collage with suggestions in 2D through cutouts, photos, sketches, drawings . 15 on 90 collages will be chosen and they will be subjected to the second workshop with artisans and professionals .
In terms of communication, instead, it was decided to create a call through Facebook requesting images of objects related to Basilicata. The images will be uploaded to Pinterest to create a kind of digital archive.

Now all the material has been collected and Identithings is preparing for the next step ! Follow us!

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Tre giorni di laboratorio di coprogettazione per dare il via a un percorso veramente sperimentale in cui unire diverse professionalità per cocreare oggetti che raccontino un territorio, quello della Basilicata! Un prototipo che, se funzionale, vuole essere replicato in altri luoghi ancora. Un metodo che finora si è basato sulla delineazione di oggetti attraverso associazioni di immagini e emozioni, traslazione di significato, definizione di caratteristiche e criteri qualitativi degli oggetti.

Si sono uniti quattro partner di progetto:

L’albero: teatro, cinema, creatività (capofila progetto)
Liberascienza: scienza e cultura (partner)
Luna al guinzaglio: progettazione e arte con riuso materiali ( partner)
Vivid Light: design e architettura ( partner)

e quattro esperti esterni
Andrea Paoletti, architetto, esperto co-working, storytelling
Mimma Giovinazzo, dottore forestale ambientale
Giulio Patrizi, designer
Rocco Lombardi, facilitatore grafico

per essere mescolati in una continua azione dialettica di dialogo, spiegazione, confronto, scambio, esperienza in campo.

Si è lavorato su tre azioni, ognuno corrispondente a un giorno di lavoro:

giorno 1: creare la base “culturale” di narrazione del territorio (contenuti e suggestioni della Basilicata da far emergere negli oggetti)
giorno 2: definire tre tipologie di oggetto di design rappresentativi del territorio
giorno 3: progettare le attività laboratoriali di sperimentazione e di creazione dei tre oggetti di design e il piano operativo di comunicazione e di coinvolgimento del target.

Per sviluppare ogni punto sono state poste molte domande.

Durante il giorno 1 i caratteri della Basilicata che sono risultati evidenti a sostegno del progetto sono stati:
la sua unicità
la sua narrativitá
i suoi contrasti.

Ma è sorta una domanda importante: cosa si può raccontare oggi il territorio senza cadere nei cliché? E si è capito che più del cosa raccontare va affrontato ed è importante il come va raccontato.

Durante il giorno 2 la metodologia ha aiutato a definire e a porre queste tre domande:
– quali sono gli oggetti che parlano a tutti?
– quali sono quelli che raccontano meglio territorio?
– quali di questi rispondono a criteri di produzione e distribuzione?

In prima battuta si è arrivati a delineare una lista divisa in quattro macro-categorie: arredo, complemento/accessorio, gadget e illuminazione.

Successivamente attraverso un processo sinestetico parole e immagini, sensi e emozioni sono state messe in movimento per definire 8 oggetti narranti attraverso l’invenzione di storie tra gli oggetti e gli elementi narrativi:
orologio > oggetto che scandisce un tempo non cronologico
scrittoio > piano portatile capace di raccogliere e rielaborare segni
cornice > oggetto modulare in grado di focalizzare possibili identità
sedia > oggetto che definisce uno spazio di accoglienza
valigia > oggetto d’arredo che definisce sià la sua presenza che la sua assenza
tessuto > oggetto e materiale strumento di narrazione
taccuino > oggetto che cataloga e colleziona esperienze
stoviglie > oggetti che invitano alla condivisione.

Successivamente sono stati definiti i criteri qualitativi con cui valutare gli oggetti: unicità, narratività, contrasti, personalizzazione, funzionalità, sostenibilità, universalità, versatilità. Incrociando su una griglia da una parte gli oggetti scelti, dall’altra i criteri, si è raggiunta una lista finale e la selezione dei tre più uno oggetti finalisti: cornice, scrittorio, taccuino e valigia.

Durante il giorno 3 ci si è domandati: quale è la strategia giusta per coinvolgere la community e gli artigiani per sviluppare questi oggetti e soprattutto per poi capire la fattibilità del prodotto?

Così si è deciso di scindere i due momenti: dedicare a tre laboratori di primo livello il lavoro con 30 partecipanti e successivamente creare un laboratorio di incontro con artigiani e professionisti.
Durante il primo laboratorio si chiederà a ogni singola persona di sviluppare una tavola di pseudo progetto, una sorta di tavola con suggestioni in 2D attraverso ritagli, foto, schizzi, disegni. Di queste circa 90 tavole che si produrrano se ne sceglieranno 15 che saranno quelle sottoposte al secondo laboratorio con gli artigiani e professionisti.
A livello di comunicazione invece si è deciso di creare una call attraverso Facebook richiedendo immagini di oggetti legati alla Basilicata. le immagini saranno caricate su Pinterest per creare una sorta di archivio digitale.

Ora tutto il materiale è stato raccolto e Identithings si sta preparando al prossimo passo! Seguiteci!

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