Identhings workshop

OGGETTI NARRANTI WORK IN PROGRESS: RACCONTO DEI GIORNI DEI FOCUS

Il 25, 26 e 27 giugno 2015 presso il Salone dei Rifiutati, una comitiva di mani e sapori è approdata con il suo carico di oggetti narranti: un forcone, una bottiglia, un’agenda, un cesto di vimini. Chi si è presentato a mani vuote, ha costruito da solo il proprio oggetto narrante nel modo scolastico che si apprende per primo e che resta in auge tutta la vita: disegnandolo. Così, il progetto Identithings ha segnato un nuovo step verso la definizione di oggetti in grado di narrare il territorio, ma anche di esportarlo. Dopo i tre giorni di co-progettazione, un gran tramestio di forbici, carta, giornali, colla, colori, ritagli, tratti di matita, brevi versi ha creato un’idea di Basilicata condivisa dai molti partecipanti al workshop.

Identhings workshopUn kit guida messo a punto da L’Albero, La Luna al Guinzaglio, Liberascienza e Vivid Light ha segnato un percorso di scoperta che ha facilitato i mille processi creativi in corso, facendo emergere il focus netto e multisfaccettato della Basilicata.

Quattro i punti fondamentali attraverso cui si è articolato il laboratorio, che ha inteso far emergere il concetto di identità del territorio, le sensazioni legate alla Basilicata, la poeticità degli oggetti e un gioco di associazione tra aggettivi descrittivi e oggetti stessi. Il colpo d’occhio che abbiamo voluto ricreare per chi ha partecipato o per chi è venuto solo a curiosare era magnifico: tavoli ingombri, una parete piena di cose, un range d’età pazzesco – dagli 8 ai 56 anni – , tutti a immaginare un modo di raccontare il territorio attraverso la significazione degli oggetti. Tutti chini sui tavoli, o a girellare per il Salone naso all’insù a immaginare la loro cosa narrante. E poi trovarla, disegnarla, ritagliarla, metterle un colore, chiamarla per nome, confrontarla. Un’idea di scambio e contaminazione che prende vita davvero, diventa concreta, funzionale.

In fondo ai tre giorni di laboratorio, abbiamo così letteralmente ridisegnato una geografia, tracciata a più mani da chi il territorio lo vive sul serio quale anima collettiva, linguaggio, storia, ma anche quale forza e attrazione. Bellissimi i contrasti, per cui guardare alla Basilicata come ad una terra percorsa da un senso di sconfitta e di impotenza, ma con un vigile e perenne potere di riscossa.

Da qui a infilare la Basilicata in un oggetto il passo è stato breve: lo scrittoio, il taccuino, la valigia, la cornice. Quattro oggetti che ognuno si è impegnato a ridefinire, assegnandovi una sorta di potere emotivo. Avevate mai pensato – infatti – che una cornice potesse essere innamorata, un taccuino curioso, uno scrittoio lento, una valigia appassionata? E cosa può significare per la Basilicata assegnare agli oggetti una vita in più? Secondo le molte persone che sono passate dal Salone dei Rifiutati a tracciare questa mappa, un racconto che si tocchi è un racconto di cui fidarsi, in grado di portare con sé molte più informazioni e sensazioni del solito. E’ questa l’idea che vogliamo costruire, toccandola: uscire dalle immagini convenzionali e approntare un volto nuovo, collettivo, mai banale del territorio: in una parola, innovativo.

Se volete curiosare nel nostro kit-guida, ecco di seguito le quidenthings workshop2attro domande a cui tutti i partecipanti hanno risposto durante i i focus.

  1. Secondo te, cosa significa Identità di un territorio?
  2. Scrivi quattro sensazioni o emozioni che provi o colleghi alla Basilicata.
  3. Elenca quattro oggetti che per te sono particolarmente poetici (del presente o del passato)
  4. Associa a i seguenti oggetti delle emozioni: VALIGIA, TACCUINO, SCRITTOIO, CORNICE

 

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